Partecipare come volontario…

Partecipare come volontario ad un campo di lavoro non significa passare tutto il tempo a sgobbare, anzi si rivela un’occasione unica per capire, apprezzare ed apprendere le diversità tra i popoli e le persone e, inoltre, è una grossa possibilità per fare qualcosa di positivo.
Nell’attività convivono valori e caratteristiche originali: l’aspetto partecipativo e formativo, la dimensione internazionale, la realizzazione di un’esperienza comunitaria, democratica, culturale e umana. Un’occasione di questo tipo consente di vivere quotidianamente a contatto con persone di altri Paesi, provenienti da tutte le parti del mondo. Si impara a condividere numerosi momenti della giornata, sia durante il lavoro che, se lo si desidera, durante il tempo libero.

Intraprendere iniziative di volontariato sicuramente non è da tutti; la sensibilità con la quale affrontare i problemi e le carenze dei più deboli è un vero e proprio dono. Non è semplice e neanche naturale mettersi completamente al servizio di chi soffre: occorrono spirito di sacrificio, molta pazienza e capacità di adeguamento anche a situazioni difficili e tristi.
Il lavoro può anche richiedere un continuo sforzo fisico: lavorare nei campi di una fattoria biologica oppure piantare alberi in un programma di riforestazione non solo vuol dire alzarsi presto la mattina, ma anche lavorare faticosamente per 8 ore.

Ai volontari si richiedono massima flessibilità, interesse, motivazione, attiva partecipazione, entusiasmo, buona volontà, fantasia, rapido adattamento alle varie situazioni incontrate e alle carenze dovute a problemi locali. Non c’è spazio per egoismi e comportamenti che ostacolano l’andamento del lavoro degli altri. Lo spirito è quello di dare una mano e superare insieme eventuali difficoltà.

Secondo il lavoro da svolgere, può essere richiesta una preparazione professionale specifica, anche se nel caso di media e lunga durata quasi sempre è previsto un periodo di training. Per i campi di lavoro non sono richieste competenze particolari, mentre il cooperante possono farlo solo persone che hanno un’esperienza matura nel campo (da medici a infermieri, da falegnami a assistenti sociali, da ingegneri a docenti in un centro di formazione professionale).
Naturalmente la conoscenza della lingua del posto è un requisito importante e spesso indispensabile per svolgere il lavoro volontario in maniera positiva e utile, sia per il gruppo che per sé stessi.

 

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