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Volontariato all’estero

Il mondo del volontariato ha mille articolazioni e si presta Volontariato 300x160mirabilmente ad esaudire le esigenze di chi intende fare un’esperienza all’estero.

I settori in cui è possibile impegnarsi sono i più vari: vanno dalla tutela dell’ambiente al lavoro nel sociale, dalla difesa dei diritti umani, dei bambini e delle donne alla medicina e all’assistenza sanitaria, dalla costruzione edile all’istruzione infantile e all’insegnamento, dal mondo culturale all’agricoltura, alla consulenza finanziaria e economica.

Se guardiamo alle attività concrete possiamo trovare: assistenza in ospedale per i malati di Aids, raccolta fondi per un’associazione animalista, fare l’aiutante ranger in un parco nazionale, accompagnare un gruppo di bambini disabili nella loro vacanza estiva, lavorare in ufficio per un ente culturale che sta preparando una mostra, collaborare in campagna nelle coltivazioni biologiche, partecipare ad uno scavo tra i resti di un’antica civiltà, organizzare la vita in un campo di rifugiati di guerra oppure costruire canali di irrigazione nel deserto, implementare il microcredito a favore di una comunità locale. 

 

Possiamo distinguere tre tipi di volontariato in base alla durata e ai contenuti:

Un campo può durare da 1 a 4 settimane. Prevede la partecipazione di 10-15 volontari provenienti da vari Paesi che danno una mano a livello locale in cambio di vitto e alloggio. Lavorano tra 4 a 8 ore al giorno per 5 giorni sotto la supervisione di un esperto del settore interessato (per esempio in una colonia estiva, nel bosco intorno ad un rifugio di alta montagna, in un centro culturale giovanile, in una casa di riposo).

L’iscrizione avviene tramite un’organizzazione italiana oppure direttamente all’estero. Oltre alla quota di partecipazione (circa € 150-200 a campo; fuori dall’Europa i costi possono essere più alti), il volontario paga solo il viaggio.

La maggiore parte dei campi richiede un’età tra 18 e 27 anni, ma l’offerta per teenager da 16 anni e per over 27 sta crescendo di anno in anno.

Questo tipo di volontariato è adatto per chi può disporre da un minimo di 3 mesi fino a 18 mesi e vuole fare un’esperienza intensa in un contesto professionale come in una casa di riposo per anziani, in un centro per tossidipendenti oppure in un oasi naturale. Si lavora fianco a fianco con il personale regolarmente assunto dando una mano nello svolgimento del lavoro. È molto più impegnativo del campo di lavoro perché si segue il ritmo normale del lavoro, cioè 8 ore al giorno, per esempio, nell’ufficio di un’organizzazione ambientalista preparando la nuova campagna per una città vivibile o in una comunità di handicappati che devono essere assistiti in ogni momento della giornata (escursioni, pasti, pulizia personale, ecc.).

Il programma Servizio Volontario Europeo dell’Unione Europea prevede una borsa di studio (vitto, alloggio, spese di viaggio e un rimborso per le spese personali di circa € 50,00 a settimana).

Con il Servizio Civile Italiano ci sono ogni anno alcune centinaia di posti in Europa e nel resto del mondo. Nei Paesi in via di sviluppo esistono anche molte altre opportunità senza limiti d’età, che richiedono una candidatura diretta all’ente promotore.

Questa forma di volontariato è, in fondo, un lavoro normale, cioè quello della propria professione, solo che viene svolto in zone geografiche e situazioni cosiddette “calde”. Guerra civile, catastrofe naturale, riorganizzazione di un Paese in transizione dalla dittatura alla democrazia, lotta contro la desertificazione di vaste aree: questi sono soltanto alcuni degli scenari possibili dove serve l’esperto.

I cooperanti possono lavorare per varie istituzioni: l’Unione Europea, le Nazione Unite, le organizzazioni internazionali come la Croce Rossa, le organizzazioni nazionali come la Caritas, il Ministero degli Esteri e le numerose organizzazioni non governative (ONG). I contratti sono di varia durata. Possono impegnare solo per qualche settimana nel caso di una catastrofe naturale, fino a cinque anni nel caso di un centro professionale o una clinica. La retribuzione di solito va oltre lo stipendio che si percepisce nel Paese d’origine, perché ci sono delle indennità per la vita all’estero e numerosi benefits che possono comprendere assicurazione sulla vita, una pensione integrativa, ferie aggiuntive, voli di rientro per ferie.

Partecipare come volontario ad un campo di lavoro non significa passare tutto il tempo a sgobbare, anzi si rivela un’occasione unica per capire, apprezzare ed apprendere le diversità tra i popoli e le persone e, inoltre, è una grossa possibilità per fare qualcosa di positivo.
Nell’attività convivono valori e caratteristiche originali: l’aspetto partecipativo e formativo, la dimensione internazionale, la realizzazione di un’esperienza comunitaria, democratica, culturale e umana. Un’occasione di questo tipo consente di vivere quotidianamente a contatto con persone di altri Paesi, provenienti da tutte le parti del mondo. Si impara a condividere numerosi momenti della giornata, sia durante il lavoro che, se lo si desidera, durante il tempo libero.

Intraprendere iniziative di volontariato sicuramente non è da tutti; la sensibilità con la quale affrontare i problemi e le carenze dei più deboli è un vero e proprio dono. Non è semplice e neanche naturale mettersi completamente al servizio di chi soffre: occorrono spirito di sacrificio, molta pazienza e capacità di adeguamento anche a situazioni difficili e tristi.
Il lavoro può anche richiedere un continuo sforzo fisico: lavorare nei campi di una fattoria biologica oppure piantare alberi in un programma di riforestazione non solo vuol dire alzarsi presto la mattina, ma anche lavorare faticosamente per 8 ore.

Ai volontari si richiedono massima flessibilità, interesse, motivazione, attiva partecipazione, entusiasmo, buona volontà, fantasia, rapido adattamento alle varie situazioni incontrate e alle carenze dovute a problemi locali. Non c’è spazio per egoismi e comportamenti che ostacolano l’andamento del lavoro degli altri. Lo spirito è quello di dare una mano e superare insieme eventuali difficoltà.

Secondo il lavoro da svolgere, può essere richiesta una preparazione professionale specifica, anche se nel caso di media e lunga durata quasi sempre è previsto un periodo di training. Per i campi di lavoro non sono richieste competenze particolari, mentre il cooperante possono farlo solo persone che hanno un’esperienza matura nel campo (da medici a infermieri, da falegnami a assistenti sociali, da ingegneri a docenti in un centro di formazione professionale).
Naturalmente la conoscenza della lingua del posto è un requisito importante e spesso indispensabile per svolgere il lavoro volontario in maniera positiva e utile, sia per il gruppo che per sé stessi.

 

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