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Quanto mi costa l'estero

Quando stiamo per prendere la decisione di espatriare esteroper qualche anno o per sempre, dobbiamo affrontare una serie di valutazioni importanti e molto serie.

Si tratta di un forte cambiamento di vita, perciò servono  profonde riflessioni su molti aspetti, non certo ultimo quello economico.
Ogni trasferimento oltre confine comporta notevoli spese nel Paese di destinazione, ma spesso anche in Italia. Alcune sono solo nella fase iniziale, mentre altre si ripetono tutti gli anni.

Per prevedere quanti soldi rimarranno dallo stipendio, serve una conoscenza dettagliata del costo della vita nel Paese di destinazione. Avere uno stipendio netto di 1.500 Euro a Londra o a Berlino significa nel primo caso vivere appena sopra la soglia delle necessità mentre nel secondo caso si può anche mettere da parte qualche risparmio.

Per capire l'effettivo potere d'acquisto rispetto alla spesa quotidiana, conviene preparare un budget mensile per i generi alimentari, i prodotti per la pulizia e altri necessari all’abituale vita domestica quotidiana.
Tramite i siti delle grandi catene di supermercati presenti nel Paese di destinazione, si verifichi poi il costo di ogni singolo articolo mettendo in conto una maggiorazione del 15% perché non sempre c'è il tempo per trovare i prodotti al prezzo migliore.

A questo budget si aggiungono le spese per il tempo libero, sempre sulla base delle abitudini di casa: quante volte si va in pizzeria-ristorante, al cinema, a teatro, quanto si spende mensilmente per libri e giornali (attenzione: quelli in lingua italiana all'estero costano almeno il doppio, se sono disponibili nelle edicole e nelle librerie).
È facile commettere errori grossolani su questa voce: è importante informarsi e valutare molto bene il costo della vita all'estero e non lasciarsi traviare da vaghi luoghi comuni.

È risaputo che vivere in metropoli come New York o Parigi comporta avere scontrini della spesa decisamente più alti rispetto ad altre città, ma  attenzione: quando vogliamo tenere più o meno invariate le abitudini di mangiare e bere anche in Paesi a reddito medio procapite più basso, il costo della vita può causare amare  sorprese. Nelle città  occidentali il “Made in Italy” è diffuso, ma di norma presenta un costo più alto che in Italia (incluso il caffè espresso).

D'altra parte può esistere un notevole divario tra i costi della spesa e del tempo libero nelle grandi città e quelli in città medie e addirittura in campagna. A partire dal ristorante e dal cinema.

Anche l'abbigliamento richiede all'inizio una spesa maggiore, almeno quando andiamo in zone più fredde.
Forse non stava tutto dentro le valigie, forse nel trasloco abbiamo dimenticato qualcosa: fatto è che vestiti e scarpe adatti a forti variazioni climatiche spesso sono da aggiungere al guardaroba.
Potrebbero costare meno che in Italia, ma costituiscono sempre un’uscita in più da tenere presente nel budget del primo anno all'estero.

L'alloggio è certamente la voce più pesante del bilancio: mantenere lo standard abituale in metri quadrati e in arredo in una grande città straniera, in molti casi significa affittare ad un costo decisamente più alto (a meno che la nostra residenza abituale non sia a Milano o a Roma, dove gli affitti sono già tra quelli più alti in Europa). Dipende anche dal fatto se siamo studenti e possiamo prendere una stanza in un quartiere “povero” oppure se siamo professionisti che devono prendere casa in certe zone per non suscitare perplessità tra i colleghi.
Prendere in affitto una stanza oppure una casa arredata non garantisce che tutto sia a posto. Manca sempre qualcosa in cucina o in bagno: a volte solo qualche posata, a volte però perfino mobili che richiedono una notevole spesa.

Naturalmente vale anche all'estero il principio che in periferia e in campagna la casa costa fino al 50% in meno. Ma attenzione: si aggiungono i costi per il trasporto pubblico oppure per la macchina. E non sempre questo principio vale; per esempio: a 50 km dalla grande città ma con una fermata dell'Alta Velocità davanti alla porta, i prezzi d’acquisto e d'affitto sono qualche volta paragonabili a quelli della grande città.

Le utenze possono riservarci delle sorprese, buone e cattive. Elettricità e gas spesso costano meno che in Italia, mentre acqua e rifiuti quasi dappertutto comportano una spesa notevolmente più alta. Possono aggiungersi altri costi come spese condominali e tasse sulla casa in proprietà.
E naturalmente ci sono anche l'assicurazione sulla casa e quella per la responsabilità civile, a volte obbligatorie per poter di firmare il contratto.

L'assicurazione della macchina in molti Paesi è più conveniente che in Italia. Per i prezzi della benzina e del gasolio siamo abituati ad un costo alto che solo in pochi altri stati viene superato. Però, portarsi la macchina all'estero per un periodo lungo significa omologarla ed immatricolarla presso la motorizzazione locale, cosa che costa alcune centinaia di Euro.
L'espatriato può girare nell'Unione Europea fino ad un anno con la macchina e la patente del Paese di provenienza.
Aumentano sempre di più le grandi città dove i costi per l’automobile diventano proibitivi. Londra e Oslo applicano un pedaggio giornaliero. A Francoforte e Monaco possono entrare solo le Euro 3 e 4. I parcheggi sono costosissimi dappertutto.
Questo spiega perché molti abitanti delle grandi città rinunciano alla macchina propria e si servono dell'autonoleggio o partecipano ad un car sharing quando ne hanno bisogno.
Molti datori di lavoro incentivano l'uso del trasporto pubblico tra i dipendenti regalando o scontando l'abbonamento ai mezzi pubblici.

Chi si trasferisce con due valigie, non deve preoccuparsi della spesa per il loro trasporto. Chi invece trasloca con tutti i mobili, va incontro ad una spesa di alcune migliaia di Euro.
Nel caso del professionista chiamato dall'azienda straniera, di solito è questa che paga la fattura. Nella maggiore parte dei casi, però, è l’interessato che deve accollarsi questa uscita.
In Europa si può anche noleggiare un furgoncino per un weekend lungo, oppure portare negli anni le cose più care e leggere in aero.

Internet è oramai diffuso ovunque e anche in Europa non dobbiamo temerne i costi. Di regola la bolletta è “flat”, avendo a disposizione per esempio telefonate gratis verso l’Italia. Sempre più spesso gli operatori offrono pacchetti di telefonia fissa e mobile insieme ad Internet, cosa che limita notevolmente l'esborso mensile.
Il canone televisivo (e quello per radio e computer in qualche Paese) costa meno che da noi, mentre la televisione a pagamento viaggia più o meno ai livelli italiani.

Una voce importante è la contribuzione sociale-copertura assicurativa. I sistemi sanitari e pensionistici all'estero possono variare molto da quelli italiani in termini sia di prestazioni sia di contributi.
In molti casi sarà necessario stipulare un’assicurazione malatia e/o pensione privata aggiuntiva per avere servizi e pensioni adeguati oggi e in futuro.

 

a cura di Bernd Faas

 

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